Colombia: è realismo magico

 

E’ la terra del realismo magico dell’amato Gabriel Garcia Marquez scomparso il 17 aprile scorso, ma vivo nella memoria dei lettori italiani. Scoprire i luoghi in cui è vissuto, ha scritto e si è ispirato l’autore di “Cent’anni di solitudine” è uno dei tanti motivi per volare nel paese sudamericano che in questi giorni dal 13 al 18 ottobre, a Milano, presenta in grande stile le sue bellezze artistiche, naturalistiche e architettoniche durante La Settimana della Colombia. Palazzo dei Giureconsulti ospiterà una piccola Cascina del Caffè e sarà il palcoscenico degli spettacoli di danza della compagnia “Fuego en los pies” di Calì, mentre il Bus del Realismo Magico percorrerà tutte le strade di Milano (www.colombia.travel). Si tratta soltanto di un antipasto perché, adesso che le condizioni di assoluta sicurezza sono ormai state ripristinate, il sistema stradale è più efficiente, bisogna poi assolutamente provare l’esperienza di un viaggio in questo paese che punta molto sul turismo. Cominciando da Cartagena de Indias, un gioiello coloniale incorniciato da una cinta di mura lunga 13 km dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

 

Le sue case in stile ispanico dai balconi in legno tutti fioriti, animate da venditrici di frutta fresca, lustrascarpe, poeti, calessi galoppanti, venditori di sigari, il Castillo San Felipe che costituisce il complesso fortifico più esteso di tutte le Americhe, le spiagge di Bocagrande e il santuario de La Popa, insieme alla cucina creola, ne fanno una meta “speziata” che non si dimentica più. Il Caribe colombiano ha un nome e un luogo su tutti: l’arcipelago di San Andrés. Le sue barriere coralline sono intatte, la cultura del popolo raizal di etnia afro caraibica è ancora molto viva, la musica reggae rallegra ogni minuto delle giornate, al Parque Nacional Natural Old Providence McBean Lagoon e al Parque Natural Regional Johnny Cay ci si sente circondanti da una flora e fauna (tutta la Colombia è un autentico paradiso del birdwatching; al Tayrona National Natural Park si incontrano tuttora tribù indigene ed è stupefacente la laguna di Guatavita posta a 3.079 metri sopra il livello del mare, come del resto la Cattedrale scolpita nel sale a Zipaquira) variopinta e lietamente chiassosa.

 

Tra i maggiori produttori di caffè, oltre che di rose e di garofani, la Colombia ha… aperto le sue fincas nei dipartimenti di Caldas, Quindio e Risaralda per mostrare agli appassionati dei chicchi come si svolge la vita nella Cordillera Central: si può assistere e anche partecipare alle varie fasi della raccolta, condividere i pasti e gli spazi nelle residenze in cui soggiornano i cafeteros, scoprire il paesaggio delle colline dalla lussureggiante vegetazione in cui le piante di caffè crescono sino al momento della trasformazione dei loro frutti nella bevanda nazionale dell’America Latina. Tra i tanti tesori archeologici, bisogna assolutamente recarsi a S. Augustin e aggirarsi tra le 500 statue megalitiche funerarie scolpite nella pietra vulcanica alte sino a 4 metri di epoca pre colombiana.

 

Vibrante è l’atmosfera che si respira nella capitale Bogotà che coi suoi 8 milioni di abitanti, oltre il 60% di età inferiore ai 28 anni, costituisce una delle metropoli più in crescita del mondo. Il quartiere della Candelaria posto ai piedi del mirador del Santuario di Monserrate, con le sue stradine strette in acciottolato, le case basse in terracotta dalle facciate pastello, le caffetterie studentesche intorno a Plaza del Chorro de Quevedo è decisamente il più accattivante. Anche sul piano culturale: il pittore e scultore Botero ha regalato un centinaio delle sue opere e buona parte della sua collezione di arte nell’omonimo museo (l’ingresso è gratuito) situato all’interno dello splendido complesso del Museo de Arte del Banco de La Republica (www.banrepcultural.org/museos-y-colecciones). Imperdibile anche la visita del Museo dell’Oro in cui è custodito un vero e proprio tesoro: vestiti, ornamenti rituali, pettorali, diademi, animaletti ricoperti di questo metallo prezioso la cui abbondanza fu pagata dal popolo colombiano con lo sterminio di massa perpetrato dai colonizzatori spagnoli. Anche la cucina della capitale è affascinante: al ristorante Casa Vieja (www.casavieja.com) si gusta uno squisito ajiaco con pollo, la tradizionale zuppa con patate, avocado, riso, capperi, mentre da Andres D. C. (www.andrescarnederes.com) nell’animata Zona Rosa della città deputata ai divertimenti serali e allo shopping, si mangiano le grigliate assistendo agli spettacoli di teatro, musica e danza, ballando la rumba e la cumbia. Quello colombiano, oltre a essere caratterizzato da una spontanea gentilezza, è infatti un popolo che ama fare festa.

 

Luca Bergamin la stampa

 

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