Cartagena: i Caraibi firmati dai grandi architetti

 

Monasteri secenteschi diventati hotel di lusso, grandi cupole che fanno da sfondo a piscine notturne, antiquari, scrittori da Nobel, movida tutta la notte ed elogio dell’ozio creativo. La città del nord della Colombia sta vivendo una nuova vita. E chi la scopre per primo…

Di Cristiana Ceci e foto di Fausto Giaccone

 

 

E’ meglio arrivarci di notte a Cartagena,per entrare nei Caraibi colombiani dalla porta principale, tuffandosi subito nella sua contagiosa movida. La cittadina affaciata sul mare si anima al tramonto e resta viva fino all’alba. Una cena a lume di candela,champagne,aragoste,filetto di dentice in salsa al tamarindo sulla terrazza del ristorante La Vitrola,è l’ideale per iniziare il viaggio.Ed elettrizzante è poi perdersi passeggiando sotto le celebri mura che racchiudono la città. O nelle piazzette dai bistrò gremiti dove si fa sosta a ritmo di salsa per un mojito after dinner,nel tepore salmastro che perdura anche in piena notte. Di giorno,quando il sole intenso dei tropici accende i colori,Cartagena rivela l’altro suo volto,piu’ compassato e chic:quello di gioiello di architettura coloniale spagnola,tanto da essere stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Chi l’ha fondata e portata allo splendore nel 1533, Pedro De Heredia, ha rilevato intuito e buon gusto: posizione strepitosa sul mare, chiese, palazzi e dimore coloniale pregiatissime, una città vecchia che nei secoli si é arricchita di boutique, locali, musei, nei due quartieri principali di El Centro e San Diego. Pare un set cinematografico d’eccezione e non a caso: infatti proprio qui sono in corso le riprese del film tratto dal romanzo “L’amore al tempo del colera” di Gabriel Garcia Marquez, il più celebre scrittore colombiano che tuttora torna spesso a Cartagena, nella sua villa. Il film che uscirà a primavera nelle sale italiane é interpretato da Vittoria Mezzogiorno, che di questi tempi non di rado capita di incontrare mentre passeggia per le vie del centro.

 

Tra le residenze coloniali spicca casa Roman, firmata nel 1920 dall’architetto Alfredo Badenes, un tempo di proprietà degli spagnoli Enrique Romlin del Castillo e Catalina Velez de Romlin e tuttora abitata dai suoi eredi.Oltre che ammirarla, qui si possono organizzare eventi e cene private esclusive nelle sale impreziosite da azulejos,colonne,capitelli e balaustre in puro stile ispanico-moresco. Ma per vivere in modo pieno il sottile languore della città, si può anche optare per quella esclusiva forma di lusso che è l’ozio indiscriminato. Basta decidere di soggiornare nel miglior hotel della città, il Santa Clara, recupero di design di un convento del XVII secolo. E scegliere una delle suite arredate con mobili d’antiquariato,fare colazione nel patio sorseggiando succhi di mango e papaia, concedersi un autentico sigaro habana nel lounge bar EI Coro: pigri rituali all’ombra di una vegetazione lussureggiante, durante i quali è facile ritrovarsi faccia a faccia con …I tucani, per nulla spaventati dalla presenza umana. Poi la grande piscina scoperta della nuova ala dell’hotel è a disposizione degli ospiti, insieme a una raffinata spa appena inaugurata: oltre mille metri quadrati, con terrazza-solarium sul mare e un’attrezzata sala fitness. Da provare i trattamenti che utilizzano prodotti provenienti dalla foresta amazzonica, come l’acai (un frutto dalle proprietà vitaminizzanti e antiossidanti), usato per massaggi sul corpo.

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