Giovedì, Settembre 09 2010


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13/05: Aggiornata la sezione Città

13/04: Aggiornata la sezione Città

05/04: Aggiornata la sezione Aree Naturali

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03/01: Inserite nuove città: Maicao, Manaure, Uribia e Vallepudar

19/05: Inserito l'articolo "Cartagena, Gioiello Tropicale"

08/05: Aggiornato il forum con le città della Colombia

28/04: Inserite le dissolvenze nella pagine Rilievi , Clima e Avventure sportive

27/04: Inseriti personaggi famosi colombiani

18/04: Aggiornati i contenuti delle Città Colombiane

18/04: Inserito il "Viaggio Giornalisti 2005" negli Eventi

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novità e ultimora dalla colombia

mercoledi`, 26 novembre 2008


Montoya ha rifiutato di tornare in F1

Juan Pablo Montoya ha confermato di aver ricevuto e rifiutato offerte per tornare in Formula 1. Il 33enne colombiano ha abbandonato la categoria dopo una difficile stagione con la McLaren nel 2005, dopo un promettente avvio di carriera con 7 vittorie. Ora impegnato in NASCAR, Montoya ha ribadito di non essere interessato a tornare in F1.

"Sono molto felice negli USA, e cosi' la mia famiglia. In verita' non mi e' mai passata per la testa l'idea di tornare in Formula Uno. Anche se avessi ricevuto offerte da McLaren e Ferrari non sarei tornato" ha dichiarato Montoya in un'intervista all'agenzia EFE.

Secondo indiscrezioni la Toro Rosso e forse altri team l'avrebbero contattato: "Ho rifiutato quelle offerte. Non sono interessato".

Fonte: http://www.f1grandprix.it/css/notizia.asp?ID=21586&categ=pri...

mercoledi`, 26 novembre 2008


Firmato l'accordo di libero scambio fra l'AELS e la Colombia

Berna, 25.11.2008 - Berna, 25.11.2008 - Oggi, in occasione di una riunione ministeriale a Ginevra, la consigliera federale Doris Leuthard, insieme ai suoi omologhi degli altri Stati membri dell'AELS (Islanda, Liechtenstein, Norvegia), ha firmato un accordo di libero scambio di ampia portata con la Colombia, che entrerà in vigore nel corso del 2009.

L'accordo di libero scambio con la Colombia disciplina il commercio di prodotti industriali (tra cui i prodotti agricoli trasformati, il pesce e altri prodotti di mare), il commercio di servizi, gli investimenti, la proprietà intellettuale, gli appalti pubblici, la concorrenza e la collaborazione tecnica, mentre il commercio di prodotti agricoli di base è oggetto di accordi bilaterali tra i singoli Stati dell'AELS e la Colombia. Grazie a questo accordo di libero scambio, la maggior parte dei beni industriali provenienti dagli Stati dell'AELS potrà beneficiare di un accesso al mercato colombiano senza dazi doganali.

La Colombia è il terzo mercato di esportazione dei prodotti svizzeri in America latina dopo Brasile e Argentina. Nel 2007 la Svizzera ha esportato in Colombia beni per un ammontare di 307 milioni di franchi (soprattutto prodotti farmaceutici, macchine e sostanze chimiche), mentre le importazioni ammontavano a più di 450 milioni di franchi (soprattutto pietre e metalli preziosi, prodotti agricoli come banane e caffè). La Colombia è un importante partner commerciale con un enorme potenziale di crescita, di cui la Svizzera potrà ulteriormente beneficiare grazie all'accordo concluso. Nel 2006 il volume totale di investimenti diretti svizzeri in Colombia ammontava a più di 1 miliardo di franchi. Oltre all'industria, sono molte le aziende di servizi svizzeri aventi sede nel paese (in particolare banche, assicurazioni, logistica, visita delle merci e servizi per le imprese).

La conclusione di accordi di libero scambio (ALS) con partner commerciali extraeuropei rappresenta, accanto allo statuto do membro dell'OMC e alla conclusione di accordi bilaterali con l'UE, uno dei tre pilastri della politica economica estera svizzera, volta alla liberalizzazione dei mercati e al miglioramento delle condizioni economiche quadro del commercio internazionale. Con gli accordi di libero scambio, conclusi solitamente nell'ambito dell'AELS, la Svizzera persegue l'obiettivo di garantire alle proprie imprese un accesso ai mercati internazionali quanto meno pari a quello di cui beneficiano i suoi principali concorrenti.

Fonte: http://www.news.admin.ch/dokumentation/00002/00015/?lang=it&...

mercoledi`, 26 novembre 2008


Colombia, gli Indios tornano a casa

Fine settimana di manifestazioni a Bogotà per gli indios partiti dal sud-est del paese per chiedere terre e rispetto dei diritti umani. Dopo oltre un mese di marcia e proteste ora tornano alle loro terre di origine. Ma la protesta continua


Notizia Minacce al fotografo degli scontri
Video il video della Cnn sugli scontri con la polizia

Gli indigeni colombiani che sono arrivati a Bogotà giovedì, dopo una marcia di dieci giorni dal sud est del paese per chiedere al governo terre e maggiore autonomia, lasceranno oggi la capitale colombiana per tornare alle proprie terre. «La decisione è di ritornare alle nostre terre» ha precisato Daniel Piñacué uno dei leader della mobilitazione.
Secondo il portavoce, a Bogotà rimarrà una piccola commissione che continuerà a mantenere l’attenzione sulle loro richieste e si riunirà il 1 dicembre con alcuni ministri per continuare il dialogo iniziato sabato.
Durante l’incontro «continueremo la revisione dei documenti alla base degli accordi sottoscritti con il governo» in materia di acquisizione delle terre da parte delle comunità indigene, maggiore autonomia e gli aspetti riguardanti i diritti umani, ha aggiunto Piñacué.

Sarà definita anche un nuovo incontro con il presidente Álvaro Uribe, con il quale non è stato possibile parlare questo fine settimana perché si trovava a Lima, per l’incontro del Foro di cooperazione economica Asia-Pacifico.
«Siamo soddisfatti del dovere compiuto, ovvero abbiamo dimostrato al paese e al mondo la nostra capacità di convocazione e perché siamo stati seduti con i ministri più di dieci ore, sabato, per far si che ascoltassero le nostre esigenze» ha detto il rappresentate degli indios

I diecimila indigeni che sono giunti a Bogotà giovedì seguendo la Minga de Resistencia fin dal 14 ottobre, habnno pernottato fino a domenica nel campus della Universidada Nacional e ritorneranno lunedì alle proprie terre ei origine, ha concluso Piñacué. Una delle motivazioni del ritorno può anche essere ricercata, oltre che nel fatto che è più di un mese che sono in marcia, nella tragedia che ha colpito le terre dalle quali la manifestazione a preso le mosse. Il vulcano Nevado del Huila ha eruttato, uccidendo dieci indigeni e causando diversi danni, il mal tempo non aiuta i soccorritori e il ministro di dell’Interno colombiano ha dichiarato di non poter determinare se, oltre ai dieci morti, vi fossero altre gravi situazioni. L’eruzione ha lasciato un cratere di 400 metri nella cordigliera Centrale Andina di Colombia, in una regione tra le province di Huila, Tolima e Cauca.

Nelle prime due settimane di movimento di resistenza, tre indigeni sono morti e centinaia feriti in scontri con la polizia. Un fotografo italiano, Simone Bruno, che ha scattato alcune foto delle violenze della piolizia, apparse sul sito del corriere, è stato minacciato da sconosciuti. «Se vuoi fare il martire con molto piacere ti accontentiamo» recitava un messaggio lasciato su Facebook al fotografo italiano.

Le richieste dei manifestanti

I cinque punti nei quali vengono riassunte le richieste degli indios al governo colombiano:

1. Fine della violazione del diritto alla vita e dei diritti umani. Un tema che riguarda tutti i cittadini colombiani.

2. Fine delle aggressioni e dell'occupazione territoriale.

3. Adozione della dichiarazione dellìONU sui popoli indigeni. Si tratta di una necessità storica perchè si faccia giustizia verso gli indios, che sono all'origine della cultura colombiana.
4. Modificare la legge grazie alla quale agli indios sono state tolte le terre, che mette in pericolo la loro sopravvivenza. La violenza verso indios, campesinos, e i discendenti degli schiavi africani, ha come scopo di strappare loro le terre per la formazione di latifondi.

5. Concludere gli accordi con le organizzazuioni e le mobilitazioni sociali. Il modo in cui il governo risolve i conflitti del lavoro, i conflitti sociali e regionali e firmando accordi che non vengono applicati. Con questa soluzione il popolo colombiano si sta convincendo che il cammino del dialogo non costituisca una via per risolvere i problemi nazionali.



Fonte: http://www.lanuovaecologia.it/view.php?id=10292&contenuto=No...

martedi`, 11 novembre 2008


Sport 4 Children allo Stadio Meazza il 19 novembre

MERCOLEDì 19 NOVEMBRE 2008 alle ore 20.30 presso la SALA EXECUTIVE dello STADIO MEAZZA di MILANO.

Si tratta di un evento fortemente voluto da DE SANTIS “creazioni di gusto” e dall’ AZIENDA AGRICOLA LA PALA DI SANT’AMBROGIO, per aiutare due importanti associazioni umanitarie: SPORT IN PROGRESS e ITALIA POR COLOMBIA ONLUS.

L’ingresso, ad invito, è gratuito con donazione libera; maglie e cimeli firmati dai grandi campioni del mondo del calcio e del basket andranno all’asta ed il ricavato servirà per costruire il quinto campo da basket di Sport in Progress in Camerun e per sostenere i progetti di Italia Por Colombia Onlus. Durante la serata ci saranno anche un gustoso buffet con le creazioni gastronomiche di DE SANTIS ed un assaggio di Amarone LA PALA DI SANT’AMBROGIO. Saranno presenti Ivan Cordoba e tanti altri campioni.


Fonte: http://news.tuttobasket.net/News/leggi.php?id=161102

martedi`, 11 novembre 2008


Sacerdote colombiano muore a trentasette anni

E' morto in ospedale a Sarzana Don Gabriel, il 37enne sacerdote colombiano che risiedeva in città da dieci anni. Era arrivato alla Spezia come seminarista ed ordinato sacerdote diocesano nel 2001. Aveva prestato servizio pastorale a Beverino e Mazzetta


E' morto, all'ospedale civile di Sarzana, Don Gabriel Angel Jauregui, il 37enne sacerdote colombiano che risiedeva in città da dieci anni. Profondo cordoglio ha suscitato la sua repentina morte, dopo una breve malattia. Un male incurabile se l’è portato via in pochi giorni: la madre, precipitatasi al suo capezzale dalla Colombia, ha appena avuto il tempo di vederlo morire.




Don Gabriel Angel Jauruguei, di origini colombiane, ma cittadino italiano a tutti gli effetti dallo scorso anno, era nato in Colombia a Cucuta il primo ottobre 1971. Trasferitosi alla Spezia nel 1998, dopo aver frequentato i corsi del seminario, era stato ordinato sacerdote diocesano il 23 giugno 2001nella cattedrale di Cristo Re, alla Spezia. Durante la preparazione al sacerdozio aveva prestato servizio pastorale nelle parrocchie di Beverino e di Mazzetta, lasciando un ottimo ricordo. E proprio a Mazzetta, dopo l’ordinazione sacerdotale, venne inviato come vice parroco.



Don Gabriel aveva dedicato la sua attenzione soprattutto ai ragazzi e ai giovani . Era stato inoltre nominato assistente diocesano degli scout cattolici nel 2005. Nel 2006 venne nominato parroco della parrocchia di Santa Teresa di Gesù Bambino, al Limone e congiuntamente della parrocchia di San Venerio nonché cappellano del cimitero urbano dei Boschetti. Anche nelle nuove parrocchie don Gabriel aveva dimostrato sin dall’inizio la sua bontà e dedizione a tutti i parrocchiani, senza alcuna distinzione. E questo lo si percepiva anche dalla sola sua silenziosa presenza accanto a chi soffriva.


Fonte: http://lanazione.ilsole24ore.com/laspezia/2008/11/10/131607-...

martedi`, 04 novembre 2008


Uribe sotto pressione

Forse pecca di eccessivo ottimismo Gustavo Petro, senatore e figura di spicco del «Polo democratico» d'opposizione, quando dice che «l'era di Uribe sta arrivando alla fine». Ma qualcosa si muove nell'inamovibile Colombia di Alvaro Uribe, un presidente teflon che sembrava finora impermeabile a qualsiasi scandalo o nefandezza: diritti umani, sindacali, indigeni, i comprovati e storici contatti con i gruppi paramilitari (di estrema destra e soprattutto assassini e narco-trafficanti), la sessantina di parlamentari suoi sostenitori in galera o sotto processo per i legami con i paras. Niente poteva intaccarlo. Forte del sostegno incondizionato di Bush - era il solo amico che gli fosse rimasto nel Cono sud - e degli innegabili successi contro le Farc sembrava che nulla potesse fermare la sua popolarità - data superiore al 70% - e la sua corsa a una nuova rielezione, nel 2010 - il terzo mandato consecutivo - dopo un secondo emendamento costituzionale visto che l'attuale costituzione, già emendata da lui (a suon di dollari) per consentirgli la rielezione nel 2006, non lo consente. L'uccisione di Raul Reyes, il n.2 delle Farc in un controverso raid in territorio ecuadoriano, la spettacolare (anche troppo) liberazione di Ingrid Betancourt, per finire alla fuga di qualche giorno fa dell'ex parlamentare-ostaggio Oscar Tulio Lizcano erano la riprova che la strategia della «sicurezza democratica» uribista, sostenuta dal pozzo senza fondo del Plan Colombia (dollari, consiglieri e contractors Usa) garantito prima da Clinton poi da Bush, funzionava ed era efficace.
Da poco è scoppiato un altro scandalo, l'ennesimo. La storia dei marginali presi dall'esercito negli slums di Bogotà, ammazzati come cani e ricomparsi cadaveri in zone conflittive del paese truccati da guerriglieri delle Farc o da paras delle squadracce di auto-difesa. Tutti i morti «in combattimento» fra l'esercito e i gruppi armati irregolari così da garantire visibilità, promozioni e prebende ai militari impegnati nella lotta anti-sovversiva (e a Uribe). Finora sono comparsi 11 cadaveri, gente fra i 17 e i 32 anni, ma i casi su cui si sta indagando sono 535 negli ultimi 18 mesi e ci sono 2300 membri delle forze armate e degli apparati di sicurezza statali sotto indagine. Uribe ha reagito da duro, come sempre, cacciando su due piedi 27 militari fra cui 3 generali e 11 colonnelli comparendo in tv, mercoledì, e lanciando accuse di «negligenza» o «cospirazione». Altre teste salteranno, probabilmente anche quella del generale Mario Montoya, il capo dell'esercito. Il solito metodo Uribe: per salvarsi è pronto a tutto. Ora a tagliare le teste dei generali in diretta tv, prima a violare l'impegno preso con i boss paras di non estradarli (e invece spediti in massa negli Usa) in cambio della loro «smobilitazione» e soprattutto del loro silenzio. Ma probabilmente anche questo scandalo sarebbe scivolato come gli altri senza lasciare tracce sul messianico Uribe-teflon. Ma mercoledì è avvenuto qualcos'altro capace di alimentare l'ottimismo del senatore Petro, possibile candidato presidenziale di sinistra nel 2010. La Camera dei deputati ha bocciato (76-40) l'articolo 19 della Riforma politica in discussione: quello che consentiva a Uribe di ripresentarsi nel 2014 dopo un turno di riposo nel 2010 facendo eleggere un suo fido - libero mercato e mano dura. Aggirando l'ostacolo del terzo mandato consecutivo che non piace a Washington (neanche alla Washington di Bush) e a Wall Street (che prima della crisi favoriva l'invio di una massa-record di investimenti). Un terzo mandato che suscitò il finimondo quando a proporlo fu il venezuelano Chavez e che non porta bene: fu fatale al peruviano Fujimori, mano dura e libero mercato anche lui, un altro beniamino di Washington. Fra i 76 voti contrari molti venivano necessariamente dalla coalizione che sostiene Uribe. Un segnale.
Ora per potersi ripresentare già nel 2010 Uribe dovrà contare sul referendum che i suoi vogliono organizzare. Ma potrebbe non essere più così facile. Amnesty internationale e Human Rights Watch lo incalzano; il responsabile Onu per i diritti umani, il sudafricano Navanethem Pillay, sul caso dei marginali desaparecidos chiede «ulteriori indagini» da parte del governo colombiano «o altrimenti dai tribunali internazionali»; gli indigeni stanno muovendosi per rivendicare i loro diritti; l'economia market-friendly dovrà vedersela con il crack mondiale i cui effetti si faranno sentire anche in Colombia; Obama, se vincerà lui, ha votato contro il Trattato di libero scambio regalato da Bush ma non ratificato dal Congresso Usa e potrebbe mettere mano anche al Plan Colombia (5 miliardi di dollari in 8 anni, 600 milioni nel 2009). Che abbia ragione Petro?


Fonte: http://www.ilmanifesto.it/argomenti-settimana/articolo_e21a9...

martedi`, 04 novembre 2008


Uno svizzero per l'orchestra nazionale colombiana

Lo svizzero Baldur Brönnimann, 40 anni, dirigerà l'orchestra sinfonica della Colombia. Il basilese è stato scelto su una rosa di cento candidati, ha annunciato domenica il ministero della cultura colombiano.

Brönnimann ha studiato all'accademia musicale di Basilea e ha lavorato in vari paesi tra cui Gran Bretagna, Lussemburgo, Germania, Italia e Austria.

«La nomina di Baldur Brönnimann costituisce un'ulteriore tappa nello sviluppo dell'orchestra nazionale colombiana, che ambisce a diventare una delle migliori orchestre di tutta l'America latina», ha affermato la ministra colombiana della cultura Paula Marcela Morena.

Fonte: http://www.swissinfo.ch/ita/news_digest/Uno_svizzero_diriger...

lunedi`, 27 ottobre 2008


Italia terzo mercato europeo per l'incoming colombiano

E' in crescita il flusso turistico proveniente dalla Penisola verso la Colombia. Sono stati infatti 25mila i turisti italiani nel 2007, in crescita del 12% rispetto all'anno precedente. Le stime per questo anno sono ancora più incoraggianti, avendo chiuso il mese di agosto con oltre 17mila arrivi. "Vogliamo incentivare notevolmente l'incremento del mercato italiano - afferma a TTG Incontri Tatiana Mora Montini, account manager Italia di Proexport Colombia -, ci stiamo infatti impegnando in una comunicazione a più livelli, portando avanti, inoltre, molti roadshow e presenziando alle fiere di settore". Si sono attestati a quota 2,1 milioni i visitatori che si sono recati in Colombia nel 2007, i quali dovrebbero salire a 2,6 milioni a fine 2008. "Ci siamo riproposti l'importante obiettivo per il 2010 di raggiungere i 4 milioni di turisti - conclude -. Vogliamo dare un messaggio positivo del nostro Paese, ci proponiamo come destinazione leisure ma anche business, prestando attenzione al congressuale ed al Mice"

Fonte: http://www.ttgitalia.com/pagine/news_Italia_terzo_mercato_eu...

lunedi`, 27 ottobre 2008


EUROCHOCOLATE: ASSEGNATI I PREMI. BIANCHINI MIGLIOR CIOCCOLATIERE

(ASCA) - Perugia, 25 ott - Andrea Bianchini e' il Miglior artigiano cioccolatiere italiano. Santander (Colombia), il Miglior produttore straniero. Quando il gioco si fa tenero...

i teneri iniziano a giocare by Milka Special Event Eurochocolate 2008. L'Oro del Peru' Vanini Miglior prodotto innovativo ed, infine, Cioccolato goloso, una grande esperienza il libro scritto da Jean-Pierre Wybauw ed edito da Chiriotti Editori. Sono questi i cinque Eurochocolate Awards assegnati nell'ambito della Serata di Gola il tradizionale appuntamento di Eurochocolate, la kermesse del cioccolato che si chiude domani, tenutosi all'Hotel Gio' Jazz Area, alla presenza di un parterre di invitati d'eccezione tra rappresentanti delle istituzioni locali, sponsor e partner della manifestazione. In particolare, il premio quale Miglior Artigiano Italiano e' andato al Maestro cioccolatiere fiorentino Andrea Bianchini per essersi saputo distinguere nel panorama nazionale per la pura qualita' dei suoi prodotti sempre unita alla continua ricerca e capacita' di sperimentare. Bianchini, nato e cresciuto con Eurochocolate, ha convinto per la sapienza con cui sa unire tradizione italiana a gusto, stile e creativita', frutto di un'esperienza iniziata nel 1984 affiancando i piu' famosi maestri cioccolatieri nazionali ed internazionali e culminata con l'apertura de La bottega del cioccolato a Firenze, nel 2004. L'Awards per il Miglior Produttore straniero e' andato, invece, a Santander per la produzione dell'omonimo cioccolato, il primo con denominazione d'origine, coltivato al 100% in Colombia. Un premio anche al Miglior Prodotto editoriale, destinato all'opera che ha dato ampio spazio alla narrazione del tema cioccolato, e' stato consegnato a Jean-Pierre Wybauw autore di Cioccolato goloso, una grande esperienza.

Fonte: http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=786479&canale=ATT&...

venerdi`, 24 ottobre 2008


SCRITTORI: GARCIA MARQUEZ, ESCE PRIMA BIOGRAFIA AUTORIZZATA

Londra, 23 ott. - (Adnkronos) - Gabriel Garcia Marquez, 80 anni, sente "un enorme fascino per il potere", secondo quanto afferma lo studioso inglese Gerald Martin, che ha pubblicato in Gran Bretagna quella che la casa editrice Bloomsbury definisce come "la prima biografia autorizzata" dello scrittore colombiano premio Nobel della letteratura. "Questo fascino non e' gratuito ma nasce dal desiderio di perseguire determinati obiettivi", spiega Martin, autore del libro 'Gabriel Garcia Marquez: A Life' che sara' tradotto in spagnolo nel 2009 dalla casa editrice Mondadori; sono gia' previste anche traduzioni in francese e in italiano. Gerald Martin, professore di letteratura inglese all'Universita' di Pittsburgh negli Stati Uniti e presidente dell'Istituto internazionale di letteratura ibero-americana, ha scritto la biografia di Marquez sulla base di circa 30 anni di interviste con lo scrittore. Per realizzare la biografia "autorizzata" Martin ha intervistato circa 300 persone, tra le quali il leader cubano Fidel Castro, l'ex presidente del governo spagnolo Felipe Gonzales, vari presidenti della Colombia, l'ex presidente americano Bill Clinton e scrittori sudamericani come Carlos Fuentes, Mario Vargas Llosa e Alvaro Mutis. Tra gli intervistati figurano anche la moglie e i figli dello scrittore colombiano, sua madre, i suoi fratelli, la sua agente letteraria, i suoi traduttori, i suoi amici e collaboratori, senza trascurare anche alcuni detrattori dell'opera dell'autore del capolavoro letterario 'Cento anni di solitudine'. La biografia di Martin si sofferma sulla fama e la qualita' letteraria di Marquez, dei suoi rapporti con la politica ed il potere, ma racconta anche dei suoi amori e delle sue inquietudini e delle sue insofferenze. Nelle 680 pagine della biografia Martin cita come esempio significativo dei suoi interessi politici il sostegno di Marquez alla rivoluzione cubana ma anche il suo impegno per il raggiungimento della pace in Colombia.

Fonte: http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4...

mercoledi`, 22 ottobre 2008


Gabriel Garcia Marquez, Cartagena ardente

“Perché la città, la sua, continuava a essere uguale ai margini del tempo: la stessa città ardente e arida dei suoi terrori notturni e dei piaceri solitari della pubertà, in cui si ossidavano i fiori e si corrompeva il sale, e alla quale non era accaduto nulla in quattro secoli, salvo l’invecchiare a poco a poco fra allori marciti...”: così Gabriel García Márquez descrive Cartagena, la sua città di adozione, nel romanzo “L’amore ai tempi del colera”. La descrizione, come anche la città, resiste alla prova del tempo. I quartieri coloniali, che risalgono al XVI secolo, si affacciano ancora, cinti dalle mura, sulla costa caraibica.
Le buganvillee che scendono dai balconi “si ossidano” ancora, il sale dell’Oceano è nell’aria, e i piaceri vi aspettano all’angolo delle strette stradine. Ma non è vero che nulla accade a Cartagena. La città è perennemente occupata in mille attività, molte ispirate dal grande Gabo: i festival del cinema e della letteratura, regate, corride, concorsi di bellezza.
La città murata, che un tempo custodiva l’oro delle Americhe e lo consegnava due volte l’anno ai galeoni spagnoli che venivano a prelevarlo, ora preserva le vestigia perfettamente restaurate di un grande passato (il suo centro è Patrimonio Unesco).

Fonte: http://www.lagenziadiviaggi.it/notizia_standard.php?IDNotizi...

giovedi`, 16 ottobre 2008


Il Brasile delude ancora E Dunga è contestato

Terzo 0-0 casalingo di fila per i verdeoro, fermati al Maracanà dalla Colombia. Qualche lampo nel primo tempo, il nulla nella ripresa. E i tifosi fischiano il c.t.
Kakà contrastato dal colombiano Mario Yepes. Ap
Kakà contrastato dal colombiano Mario Yepes. Ap
RIO DE JANEIRO (Brasile), 16 ottobre 2008 - "Adeus Dunga! Adeus Dunga!". Una pioggia di fischi, il c.t. contestato e un altro deludente pareggio, stavolta con la Colombia (0-0, è la terza partita casalinga che il Brasile pareggia senza segnare, dopo Argentina e Bolivia). Che la storia d’amore tra la nazionale verdeoro e Dunga fosse in bilico, lo si sapeva. Dopo stanotte, però, quelle piccole crepe potrebbero essere diventate voragini. E chissà se a marzo in Ecuador, alla ripresa delle qualificazioni per Sud Africa 2010, Dunga ci sarà ancora.
CONTESTAZIONE - La torcida brasiliana non è felice di questa nazionale e ieri lo ha fatto capire a chiare lettere. Al Maracanà c’erano "solo" 55.000 persone (tra cui Ronaldo, che però ha visto solo il primo tempo), attesa fiacca e tanti fischi subito, alla lettura delle formazioni. Per Dunga, chiaramente, ma anche per Josué, Kleber e Jô, preferito a Pato per sostituire lo squalificato Adriano. Era una gara da portare a casa, per confermare il 4-0 colto in Venezuela, non far fuggire il Paraguay (ora a +6) e vincere due gare di fila sotto la gestione-Dunga, mai successo finora nelle Eliminatorie. In più, la Colombia veniva da 3 k.o. consecutivi e non segnava da 5 gare. Insomma, tutti gli ingredienti per una bella festa. Ed invece è finita tra i fischi generali, anche per Robinho, assolutamente incolore. "E’ stato davvero orribile, non abbiamo fatto niente di buono", dirà alla fine il giocatore del Manchester City. A salvarsi solo i carioca Julio César, Juan, Juan Maldonado e Thiago Silva e le stelle milaniste Kaká e Pato (un’ovazione al suo ingresso al posto dello stesso Robinho, uscito per un problema muscolare alla coscia).
PARTITA - Del resto, il Brasile non ha fatto davvero nulla per piacere alla sua gente. Lento, sfilacciato, a tratti indisponente ed impacciato. Robinho ha provato invano a cambiare ritmo al 22’, sei minuti dopo è stato Julio Cesar (che ieri ha eguagliato il record d’imbattibilità di Taffarel, 5 gare consecutive, in nazionale) a doversi superare su Rentería. Poi Jô ci prova di testa, Lucio salva su Quintero e ancora Jô in pieno recupero si divora il vantaggio su assist (di testa) dello stesso Lucio. Nel secondo tempo, quei piccoli bagliori intravisti nei primi 45’ si sono spenti. E, anzi, il gol lo ha sfiorato la Colombia ancora con Quintero. Poi via, con lo stadio ad intonare "Adeus Dunga! Adeus Dunga!". "Ma adesso vinciamo fuori casa, prima non succedeva", si difende alla fine il c.t.. Sarà, ma l’impressione ieri è stata di frattura netta. E, chissà, forse anche definitiva...
dal nostro inviato
Andrea Pugliese


Fonte: http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/Primo_Piano/2008/10/16/...

lunedi`, 13 ottobre 2008


Il Paraguay di Barreto passa anche in Colombia

Altro importante successo per il Paraguay, nella corsa a Sudafrica 2010. E' bastato un gol fortunoso di Cabanas, per imporsi 0-1 sul campo dell'ostica Colombia.

Discreta la prestazione di Edgar Barreto, utilizzato come frangiflutti davanti alla difesa nel modulo 4-4-2. Il centrocampista della Reggina si è rivelato prezioso in fase di filtro, dato che il Paraguay, passato in vantaggio dopo pochi minuti, è stato costretto a difendersi per gran parte della gara. E' stato sostituito all'81' da Bonet.

La nazionale guidata dal ct Martino rimane saldamente in testa al girone sudamericano, con quattro punti in più rispetto all'Argentina. Prossimo impegno mercoledì, in casa contro il Perù.

Fonte: http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=artic...

lunedi`, 13 ottobre 2008


Una strada da 2,5 miliardi per unire Centro e Sud America

Costerà 2 miliardi e mezzo di dollari la nuova arteria viaria che unirà l'America Centrale al Sud America. Ad annunciare il grande progetto il ministro dei Trasporti colombiano, Andrés Uriel Gallego, il quale ha precisato che la strada correrà lungo la costa caraibica denominata Gran Ruta de las Américas e, attraversando l'importante area turistica colombiana di Cartagena e Barrranquilla, andrà a connettersi con le rispettive strutture viarie della Colombia e Panama. Il percorso avrà circa 2mila km di lunghezza e permetterà di ridurre il tempo di transito verso Panama, andando a beneficio dello sviluppo turistico dell'area costiera caraibica della Colombia. Il ministro ha anche informato che si tratta del primo progetto di unione reale tra l'America Centrale ed il Sudamerica; secondo quanto riportato dalla sede Ice di Caracas il piano andrà a licitazione quest'anno e dovrà essere concluso entro il 2012

Fonte: http://www.ttgitalia.com/pagine/news_Una_strada_da_2,5_milia...

venerdi`, 10 ottobre 2008


AMERICA/COLOMBIA - Dopo 106 anni la Colombia rinnova la Consacrazione al Cuore di Gesù pregando per la pace

Bogotà (Agenzia Fides) – Nella cornice del mese di ottobre, dedicato al Rosario, il Cardinale Pedro Rubiano Sáenz, Arcivescovo di Bogotà, ha invitato tutti i cattolici a rinnovare domenica prossima, 12 ottobre, la Consacrazione della Colombia al Sacro Cuore di Gesù e all’Immacolato Cuore di Maria. In un Messaggio il Cardinale spiega che “in unione con il gruppo ‘Colombia nei Cuori di Gesù e Maria’, la Chiesa cattolica rinnoverà la Consacrazione della Colombia al Sacro Cuore di Gesù e all’Immacolato Cuore di Maria durante la Santa Messa che sarà celebrato alle ore 12 nella Cattedrale Primaziale della Colombia, in unione con tutte le parrocchie e le Istituzioni della Chiesa a livello nazionale”. Per questo invita i colombiani a partecipare a questo avvenimento e a pregare per la pace della Nazione. Invita altresì tutti i sacerdoti della Diocesi ed in particolare i Gruppi di Preghiera ad organizzare momenti di preparazione, informando e riflettendo su questa celebrazione nel corso delle Sante Messe.
A mezzogiorno di domenica, tutte le chiese del Paese si uniranno al rinnovamento della Consacrazione delle famiglie colombiane al Sacro Cuore di Gesù, a 106 anni dalla prima consacrazione, avvenuta nel 1902 ad opera dell’allora Arcivescovo di Bogotà, Mons. Bernardo Herrera Restrepo, come supplica per la fine della guerra che era esplosa nel Paese. Infatti era il 18 ottobre 1899 quando in Colombia esplose l’ultima guerra civile, conosciuta come la “Guerra dei Mille Giorni”, la quale durò tre anni e registrò conseguenze ed effetti deplorevoli. Dopo tre anni di guerra sanguinosa e distruttrice, la situazione del Paese andava aggravandosi giorno dopo giorno e minacciava di trasformarsi in una vera catastrofe nazionale. L’allora Arcivescovo di Bogotà, con un’illuminazione speciale, vide che l’unica soluzione ad una situazione tanto disperata era di ricorrere al Sacro Cuore di Gesù. Suggerì al Vicepresidente della Repubblica la Consacrazione al Sacro Cuore di Gesù, con il voto di costruire un tempio in suo onore. Il 22 giugno 1902 la Repubblica della Colombia venne consacrata al Sacro Cuore di Gesù e si posò la prima pietra del tempio oggi conosciuto come Voto Nazionale. A 5 mesi dalla Consacrazione, il 21 novembre 1902, venne firmato il trattato di Winsconsin, che mise fine alla guerra, avviando un periodo di pace e di concordia nazionale. (RG) (Agenzia Fides 9/10/2008)

Fonte: http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=23554&lan=...

mercoledi`, 08 ottobre 2008


Italia. A Roma nuova strategia contro il narcotraffico internazionale di cocaina: il concerto

Iniziera' sabato prossimo, a Roma, in piazza del Popolo, la campagna promossa dall'ambasciata della Colombia e intitolata "Vida sin droga" (vita senza droga), un progetto che mira a sensibilizzare i consumatori di cocaina sulle ripercussioni che questa puo' avere non sono sulla persona ma anche in campo ambientale. "La lotta al consumo di cocaina assume una rilevanza particolare perche' interessa la sfera individuale e quella sociale", ha detto l'ambasciatore colombiano in Italia Sabas Pretelt de la Vega, il quale ha aggiunto che la cultura intensiva della pianta della coca contribuisce alla riduzione della biodiversita' delle specie animali e vegetali, privando la Colombia di un bene fondamentale. L'ambasciatore ha sottolineato che una dose di cocaina equivale alla distruzione di dieci metri quadrati di bosco nell'Amazzonia. Durante il concerto di sabato si esibiranno gruppi colombiani, latinoamericani, italiani e statunitensi. Si esibiranno, tra gli altri, il colombiano Andre's Cepeda, Juan Carlos Coronel, Max Gazze' e Niccolo' Fabi. All'iniziativa partecipera' anche il pittore colombiano Andre's Posada, riconosciuto a livello internazionale "genio della Pop Art" grazie alle sue opere realizzate davanti al pubblico in meno di dieci minuti, molte delle quali inspirate ad Andy Warhol.

Fonte: http://www.droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=18765

giovedi`, 02 ottobre 2008


L’ARTE COLOMBIANA E ITALIANA SI INCONTRANO A ROMA PER UNA "VITA SENZA DROGA

Si terrà sabato 11 ottobre in Piazza del Popolo a Roma, con ingresso libero, un grande concerto che riunirà musiche colombiana, latinoamericana, italiana e nordamericana, insieme con altre espressioni artistiche come la pittura e la danza, organizzato dall’Ambasciata di Colombia in Italia nell’ambito della diffusione della campagna istituzionale "Vita senza droga"
Riconosciuti artisti a livello internazionale come il colombiano Andrés Cepeda, nominato per il Grammy Award 2007 per il suo lavoro "Para amarte mejor", e l’italiano Max Gazzé, famoso cantautore fra i big in concorso del passato Festival di Sanremo, saranno alcune delle star che con la loro musica diverranno i portabandiera di questa campagna.
L’iniziativa è dell’Ambasciatore Sabas Pretelt de la Vega, che attraverso grandi manifestazioni ed eventi culturali vuole diffondere un messaggio sulla necessità di mettere in moto un impegno concreto nella lotta contro il consumo di droga, come pure insistere sul danno che provoca la produzione della stessa. In questo senso, vuole rendere consapevoli i giovani e tutti i consumatori di cocaina che non solo stanno distruggendo le loro vite, ma anche la vita del loro stesso Pese.
Il luogo dove si concentreranno tutte queste star del firmamento è la mitica Piazza del Popolo, cuore della Città Eterna, che può radunare più di 50mila persone. Lo spettacolo sarà completamente gratuito e insieme a Cepeda e Gazzè hanno confermato la loro presenza: il noto interprete Juan Carlos Coronel, il leggendario Tony Esposito, che combina reggae e musica tradizionale italiana, Zelo e Taramay Project, Niccoló Fabi e i Ghost per l’Italia, mentre per gli Stati Uniti ci sarà la Kurt and Norman Band Blues. La serata prevede anche musica internazionale latinoamericana con la presentazione del Mariachi Romatitlán dal Messico, Latin Project nonché danze latine.
Si esibirà inoltre il pittore colombiano Andrés Posada, considerato a livello internazionale un genio della Pop Art, giacché in meno di dieci minuti, di fronte ad un pubblico e accompagnato da musica, realizza opere monumentali di più di due metri (VIDEO), molte delle quali si ispirano ad Andy Warhol, ma realizza ugualmente ritratti di personalità colombiane e internazionali.
Alcuni dei mass media italiani e internazionali più noti hanno confermato la diffusione di questo grande evento, come il famoso programma, El Show de las Estrellas di Jorge Barón TV, che realizzerà e trasmetterà tre speciali in Colombia, ciascuno di un’ora.
Parallelamente a quest’attività, lo stesso giorno, si svolgerà a San Patrignano un Foro Internazionale per promuovere il finanziamento e l’erogazione di microcrediti per sovvenzionare le attività legali di chi, per distinte circostanze, si dedicava alla coltivazione illecita, così come per chi ha commesso reati e voglia reinserirsi nella società.
In questo modo, l’Ambasciata di Colombia in Italia, con le campagne "Vita senza droga" e "Luce per la libertà", fa risaltare il nome della Colombia dicendo al mondo che il flagello della droga è un problema di tutti.
A questa importante iniziativa ha aderito anche il governo messicano, con la presenza dell’Ambasciata del Messico in Italia, poiché si tratta di un’attività mirata a promuovere fra i giovani la consapevolezza di un mondo libero da droghe quale fondamento per la salvaguardia della salute pubblica e abbattere, mediante la lotta al consumo di stupefacenti, questo grave problema che affligge la sicurezza e la vita dei cittadini.
La manifestazione si svolge con la collaborazione del Comune e della Provincia di Roma e di altre Ambasciate e Consolati di Paesi latinoamericani. (aise)

Fonte: http://www.agenziaaise.it/gestionedb/03-News.asp?Web=Giorno&...

lunedi`, 29 settembre 2008


La gioia di Duarte: «Grazie a Dio non sono stato ripreso»

Fabio Andres Duarte Arevalo sembra reduce da una passeggiata. L’espressione del neo-campione iridato Under 23 si rivela piuttosto rilassata al termine di una gara molto dura e conclusa con uno scatto da purissimo finisseur : «Sono molto contento – dichiara il colombiano – è da tre mesi che preparavo questo mondiale. In gara stavo davvero bene e alla fine ho deciso di andarmene perché non sono un grande velocista: era questo l’unico modo per vincere. Grazie a Dio non sono stato ripreso». Il ragazzo di Bogotà vive nella capitale colombiana insieme al padre e ai quattro fratelli, tra i quali uno, sedicenne, con la stessa passione per la bicicletta. La sua carriera aveva già avuto un’impennata grazie alla chiamata di Gianni Savio, da sempre attento ai giovani atleti sudamericani. Poi il rientro in Colombia, un ritorno al passato che Duarte ha vissuto con tranquillità: «Il 2007 è stato un anno difficile. Non ero maturo per correre tra i prof, quindi sono tornato in Colombia con l’obiettivo di maturare. I dirigenti della Diquigiovanni hanno fatto la cosa giusta: devo ringraziare loro e il team dell’Acqua e Sapone che mi ha aiutato negli ultimi mesi. Durante la preparazione ho raggiunto alcuni podi, ma questa è la mia prima vittoria e per questo sono felice».

Soddisfatto anche Simone Ponzi, secondo dietro Duarte e primo nello sprint dei battuti, a conferma di un finale che forse poteva essere interpretato diversamente: «Sono felice per l’argento, anche se c’è il rammarico di essere stato passato all’ultima curva. Oss e Caruso erano stanchi dopo gli ottanta chilometri in fuga, così ho parlato con loro e abbiamo deciso di costruire la volata su di me. Purtroppo però il colombiano ci ha anticipati: ho provato a riprenderlo ma non ci sono riuscito». Grande appassionato di calcio (tifa Inter) e di musica (il suo preferito è Ligabue), l’atleta bresciano racconta la sua vita in bici e non: «Sono un ragazzo semplice e a cui piace divertirsi, affrontando però con la giusta serietà i periodi di preparazione alle gare. Vado in bici da sedici anni, posso dire di essere cresciuto in sella: questa medaglia mi ripaga di tutti i sacrifici che ho fatto».

Chi fa buon viso a cattivo gioco è invece Renato Di Rocco. L’espressione del presidente della Federciclismo infatti non nasconde la delusione per un oro mancato proprio sul più bello, complice la scarsa prontezza del trio Ponzi-Oss-Caruso. Perdere un Mondiale in casa sulla rampa d’accesso al rettilineo finale è un qualcosa che brucia, anche se il numero uno del ciclismo italiano prova a stemperare i toni: «La squadra si è mossa bene, è un argento che fa piacere. Certo un po’ di amaro in bocca rimane, però anche l’anno scorso ci eravamo trovati con tre azzurri nel finale senza conquistare nemmeno una medaglia». Magra consolazione, perché a Varese c’erano tutte le carte in regola per festeggiare anche nella prova in linea: «E’ sempre difficile correre in casa – confessa Di Rocco – forse la pressione non ci ha favorito. Ma inutile tornare indietro, meglio pensare ai prossimi giorni».

Chiusura per John Degenkamp, il tedesco che non ti aspetti (la nazionale teutonica puntava tutto su Dominik Nerz), il quale si presenta in sala stampa con un sorriso eloquente: «E’ la prima volta che finisco sul podio quest’anno, risultato molto importante per me. Quando Dominik mi ha detto che non aveva le gambe per arrivare fino alla fine ho deciso di attaccare ed è andata bene».


Fonte: http://www3.varesenews.it/mondiali2008/articolo.php?id=10787...

giovedi`, 25 settembre 2008


Colombia e Peru'. Appello ai consumatori europei di cocaina

La Colombia e il Peru' vogliono sensibilizzare gli europei sugli effetti devastanti della coltivazione della coca sull'ambiente. Basta con l'immagine della "cocaina-champagne", hanno detto il 22 settembre i loro rappresentanti in visita a Lisbona.
"Ogni anno in Colombia vengono distrutti 300.000 ettari di foresta tropicale a causa della coltivazione della coca", ha affermato all'agenzia Lusa il vicepresidente colombiano, Francisco Santos Calderon, inaugurando la mostra sulle conseguenze per l'ambiente della produzione di coca. "Il consumo di un grammo di cocaina equivale alla distruzione di 4 metri quadrati di foresta tropicale", ha aggiunto Calderon, alla testa della delegazione colombiana e peruviana, in visita per due giorni nella capitale portoghese.
"L'Europa registra un aumento molto forte del consumo di cocaina e cio' ha un impatto gigantesco sui nostri paesi. Quello che vogliamo e' sensibilizzare gli europei sui guasti prodotti all'ambiente", ha detto ancora il vicepresidente che, insieme al Peru', vuole mostrare "un'altra faccia della cocaina, considerata dal consumatore una droga champagne che non fa danni".
Per Romulo Pizarro, presidente della Commissione peruviana per lo sviluppo e la vita senza droghe, "bisogna capire che chi consuma fa parte della catena del narcotraffico che crea e alimenta la violenza e la corruzione in altri paesi".
Durante il soggiorno a Lisbona, Calderon e Pizarro saranno ricevuti da numerosi membri del governo portoghese, incluso il Primo ministro Jose' Socrates. Il 22 settembre si sono intrattenuti con Wolfgang Goetz, direttore dell'Osservatorio europeo per le droghe, che ha sede a Lisbona.
Il Portogallo e' considerato, con la Spagna, la principale porta d'ingresso della cocaina sudamericana in Europa.






Fonte: http://www.droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=18697

giovedi`, 25 settembre 2008


Colombia: Betancourt non correrà per le Presidenziali

L'ex candidata alla Presidenza della Colombia Ingrid Betancourt, liberata lo scorso 2 Luglio dopo essere stata sequestrata per sei anni dalle Forze armate rivoluzionarie di Colombia (Farc), ha annunciato all'emittente radiofonica colombiana "Radio Coracol" che non ha intenzione di presentarsi alle elezioni presidenziali colombiane in programma nel 2010 contro l'attuale Presidente Alvaro Uribe.

La Betancourt che in questo momento risiede in Francia e che per motivi di sicurezza non può rientrare in Colombia, avendo ricevuto in questi mesi numerose minacce di morte, ha sostenuto che sono molteplici le modalità con cui è possibile aiutare il popolo colombiano e che la sua prossima battaglia si combatterà sul terreno dei sequestri che in Colombia riguardano migliaia di persone.

A tal proposito la politica franco-colombiana ha rivelato alcuni particolari della cena con il Presidente colombiano Uribe avvenuta l'altra sera a New York dichiarando che il tema centrale dell'incontro ha riguardato le strategie da seguire per conseguire la libertà dei sequestrati ancora in mano alle Farc.

Ma la situazione dei Diritti Umani in Colombia resta critica anche per questioni non riguardanti i sequestri. In un rapporto presentato da una coalizione di diverse centinaia di ONG vengono denunciate le violazioni "massicce e sistematiche" dei diritti umani in Colombia che si sono aggravate sotto la presidenza di Alvaro Uribe.

Secondo il rapporto, realizzato sulla base di dati ufficiali e non governativi, fra il giugno 2002 e il dicembre 2007 sarebbero rimaste uccise almeno 13.634 persone in violenze politiche. Secondo il rapporto lo Stato, è risultato responsabile direttamente o indirettamente nel 75% dei casi in cui l'autore è stato identificato mentre nel 24,5% dei casi, le violazioni sono state causate dalla guerriglia. Le "esecuzioni sommarie, la tortura, le detenzioni arbitrarie e la deportazioni forzate di popolazioni sono aumentate in maniera drastica", recita ancora il rapporto.

Lo stato perpetrerebbe tali crimini avvalendosi delle milizie di estrema destra che, fondate trent'anni fa per difendere i proprietari terrieri dalla guerriglia, conterebbero ancora 9.000 militanti nonostante un programma di smobilitazione relativo a più di 31.000 combattenti. Inoltre, accusano gli autori, il governo ostacolerebbe il lavoro della giustizia che indaga sui presunti legami fra politici e paramilitari, quando più di 60 membri del Congresso sono ancora sotto inchiesta nello stesso ambito.

Il presidente Uribe, però, rimanda le accuse al mittente presentando un rapporto all'Onu in cui si sostiene che tra il 2002 ed il 2007 il numero degli omicidi è quasi dimezzato e che le denunce contro le forze dell'ordine sono molto rare (3,1% del totale ricevuto dal Difensore del popolo). Inoltre si annuncia l'istituzione di organismi e programmi destinati alla lotta contro l'impunità e alla ricerca della verità.

Un altro problema sul fronte dei diritti umani in Colombia riguarda gli sfollati che, a causa dei conflitti interni ammontano a circa 4 milioni facendo della Colombia il secondo paese al mondo con più sfollati. Su tale argomento, affrontato ieri da Uribe e dal segretario generale dell'Onu Ban ki-Moon, il Presidente colombiano ha ammesso di essere molto in ritardo per l'alloggio di queste persone.

Pasquale Mazzarelli

Fonte: http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&...

martedi`, 23 settembre 2008


Colombia, muore tifoso dopo scontri

(ANSA) - BOGOTA', 22 SET - Un tifoso colombiano di 19 anni e' morto, forse per le botte di alcuni agenti, durante incidenti scoppiati fuori dallo stadio di Bogota'.

I fatti prima del derby tra l'Independiente e il Los Millionarios. Secondo un amico della vittima il tifoso stava scappando dopo essere stato colpito da una manganellata, ma 'e' stato intercettato da una pattuglia che lo ha picchiato con calci e pugni'. Dall'inizio del 2008 otto persone sono morte in Colombia in scontri tra tifoserie o con la polizia.

Fonte: http://it.eurosport.yahoo.com/22092008/2/colombia-muore-tifo...

mercoledi`, 17 settembre 2008


Cinema: si lavora al film su Ingrid Betancourt

LOS ANGELES - Di una pellicola su Ingrid Betancourt si era già parlato a pochi giorni dalla liberazione della senatrice franco-colombiana, ma ora ci sono conferme ufficiali. Jessica Postigo è al lavoro sulla seneggiatura del film centrato sull'operazione che ha portato alla liberazione di Ingrid Betancourt dopo più di sei anni di prigionia nelle mani delle Farc, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia. La pellicola si intitolerà 'Operation Checkmatè e sarà raccontata dal punto di vista dei militari che hanno gestito ed eseguito il blitz. A dirigere la pellicola sarà Simon Brand, già regista di 'Identità sospettè. I 22 minuti finali del film dovrebbero raccontare in tempo reale gli ultimi momenti della missione. (Agr)

Fonte: http://www.instablog.org/ultime/29489.html

mercoledi`, 17 settembre 2008


Colombia e Repubblica Dominicana fra 10 economie più riformiste

L’Europa dell’est e l’Asia centrale sono le regioni che si trovano ai vertici della classifica

La Banca mondiale ha stilato una lista di Paesi che, nel periodo giugno 2007-giugno 2008, hanno compiuto riforme per facilitare gli scambi commerciali e gli affari internazionali. Doing Business 2009 classifica ben 175 Paesi sulla base di dieci indicatori che regolano le attività commerciali; in particolare si prendono in considerazioni i requisiti legali necessari per iniziare e amministrare un affare, nonché i tempi e i costi che tali requisiti portano con loro. La graduatoria, invece, non analizza aree comunque importanti per il commercio estero, come quella macroeconomica, la qualità dell’infrastruttura, la volatilità monetaria, le percezioni degli investitori e, soprattutto, il tasso di criminalità del Paese interessato.

L’Europa dell’est e l’Asia centrale sono le regioni che si trovano ai vertici della classifica, giacché oltre il 90 per cento dei loro Stati hanno intrapreso riforme importanti nel lasso di tempo analizzato. Ma la notizia fondamentale per il sub-continente latino-americano è che ben due Paesi, la Colombia e la Repubblica dominicana, figurano fra i primi dieci Stati al mondo. Insieme ai due diligenti Paesi, rispettivamente al settimo e all’ottavo posto, inoltre, si sono messi in luce per la loro ottima attività riformista: l’Azerbaigian, l’Albania, il Kirghizistan, la Bielorussia, il Senegal, il Burkina Faso, il Botswana e l’Egitto. Scende di due posizioni la Bolivia, che nel rapporto dell’anno precedente si collocava al quinto posto, ma la buona notizia è sicuramente la new entry della Repubblica dominicana. Il Brasile, inoltre, ha sviluppato il commercio con l’estero, aprendo le porte dei suoi mercati a investitori stranieri e permettendo alle sue imprese di delocalizzare ed esportare verso nuovi sbocchi commerciali.


Fonte: http://www.italiachiamaitalia.net/news/122/ARTICLE/10794/200...

mercoledi`, 17 settembre 2008


Calcio, Colombia: esonerato ct Nazionale

Fatali le sconfitte contro Uruguay e Cile

Il commissario tecnico della nazionale colombiana Jorge Luis Pinto è stato esonerato dopo la sconfitta in casa contro Uruguay e il pesantissimo 4-0 di Santiago contro il Cile, in match validi per le qualificazioni al Mondiale di Sudafrica 2010. Lo riferiscono i media colombiani.

Per la successione alla panchina di Pinto si parla soprattutto di Eduardo Lara, tecnico delle rappresentative giovanili e di José 'Cheche' Hernandez, con il primo leggermente favorito sul secondo.

Fonte: http://www.instablog.org/sport/18465.html

martedi`, 16 settembre 2008


Colombia: nel 2009 previsti 3,5 milioni di turisti

Nell'ambito del XVII Incontro per lo sviluppo del settore turistico nazionale, tenutosi a Santa Marta, il Ministro colombiano del Commercio, dell'Industria e del Turismo, Luis Guillermo Plata, ha informato che le entrate finanziarie stimate a seguito delllo sviluppo che si avrà nel
settore turistico nel 2009 raggiungeranno i 3,3 miliardi di dollari USA. I fondi del 'Fondo de Promoción Turística' che il Governo ha stanziato quest'anno, per migliorare l'offerta turistica nel Paese, sono pari a circa 16,5 milioni di dollari (33 miliardi di pesos colombiani). Secondo il Ministro, il turismo è la terza attività più importante dell'economia colombiana, dopo le attività di estrazione petrolifera e carbonifera. Il Ministro ha inoltre segnalato che negli ultimi anni sono stati costruiti 29 nuovi hotel con capacità recettiva maggiore alle 80 stanze: 10 sono stati costruiti a Medellin, 9 a Bogotà, 4 a Villavicencio, 3 a Cartagena ed 1 a Santa Marta, Cali e San Gil.

Fonte: http://www.etribuna.com/eportale/index.php?option=com_conten...

lunedi`, 15 settembre 2008


Ingrid Betancourt ritorna a Bogota' per festa in onore del padre


Ingrid Betancourt ritorna a Bogota' per festa in onore del padre

Bogotà, 13 set. (Apcom) - L'ex ostaggio franco-colombiano, Ingrid Betancourt, rimasta nelle mani dei guerriglieri colombiani delle Frac per circa sei anni, ritornerà a Bogotà per assistere a una cerimonia ufficiale in ricordo di suo padre, Gabriel Betancourt. Lo ha reso noto il presidente dell'Icetex, un organismo che sostiene gli studenti, fondato dal padre di Ingrid. La cerimonia è prevista per fine ottobre.

Da quattro anni - fa sapere la responsabile dell'istituto, Marta Lucia Villegas - stiamo preparando un grande omaggio a Gabriel Betancourt per il suo apporto all'educazione in Colombia". Durante la cerimonia sarà svelata una statua di Gabriel Betancourt, che fu ministro dell'Educazione e ambasciatore della Colombia all'Unesco.

Ingrid Betancourt, candidata ecologista alle presidenziali del 2002, attualmente si trova a New York, dove la settimana prossima incontrerà il presidente colombiano Alvaro Uribe a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Finora, aveva ritardato il suo ritorno in Colombia per ragioni di sicurezza. La guerriglia colombiana la considera infatti una fuggitiva e un "oggetto militare" dopo la sua liberazione, il 2 luglio, grazie a un'operazione dell'esercito colombiano.

Fonte: http://www.tendenzeonline.info/apcom/view.php?s=20080913_000...

venerdi`, 12 settembre 2008


EST - Colombia e Repubblica Dominicana fra 10 economie più riformiste

Bogotà, 11 set (Velino/Velino Latam) - La Banca mondiale ha stilato una lista di Paesi che, nel periodo giugno 2007-giugno 2008, hanno compiuto riforme per facilitare gli scambi commerciali e gli affari internazionali. Doing Business 2009 classifica ben 175 Paesi sulla base di dieci indicatori che regolano le attività commerciali; in particolare si prendono in considerazioni i requisiti legali necessari per iniziare e amministrare un affare, nonché i tempi e i costi che tali requisiti portano con loro. La graduatoria, invece, non analizza aree comunque importanti per il commercio estero, come quella macroeconomica, la qualità dell’infrastruttura, la volatilità monetaria, le percezioni degli investitori e, soprattutto, il tasso di criminalità del Paese interessato.

L’Europa dell’est e l’Asia centrale sono le regioni che si trovano ai vertici della classifica, giacché oltre il 90 per cento dei loro Stati hanno intrapreso riforme importanti nel lasso di tempo analizzato. Ma la notizia fondamentale per il sub-continente latino-americano è che ben due Paesi, la Colombia e la Repubblica dominicana, figurano fra i primi dieci Stati al mondo. Insieme ai due diligenti Paesi, rispettivamente al settimo e all’ottavo posto, inoltre, si sono messi in luce per la loro ottima attività riformista: l’Azerbaigian, l’Albania, il Kirghizistan, la Bielorussia, il Senegal, il Burkina Faso, il Botswana e l’Egitto. Scende di due posizioni la Bolivia, che nel rapporto dell’anno precedente si collocava al quinto posto, ma la buona notizia è sicuramente la new entry della Repubblica dominicana. Il Brasile, inoltre, ha sviluppato il commercio con l’estero, aprendo le porte dei suoi mercati a investitori stranieri e permettendo alle sue imprese di delocalizzare ed esportare verso nuovi sbocchi commerciali.

Fonte: http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=632491

venerdi`, 12 settembre 2008


La Chiesa colombiana ribadisce l'urgenza della difesa della vita

Difesa della vita e della dignità della persona umana: la Chiesa colombiana è tornata a ribadire la necessità di difendere questi principi. L’occasione è stata offerta dalla Settimana internazionale di Bioetica, iniziata a Bogotá lunedì scorso e in corso fino a domani. Durante una tavola rotonda riguardante i diversi punti di vista sull’eutanasia, il segretario generale della Conferenza episcopale colombiana (CEC), mons. Fabián Marulanda López, ha ricordato ai presenti i tre principi non negoziabili citati da Benedetto XVI in diverse occasioni, ovvero la vita, l’educazione e la famiglia. “La Chiesa – ha detto il presule – ha una posizione ferma sull’argomento”. La vita, l’educazione e la famiglia, ha continuato, “non sono principi o verità di fede, ma derivano dalla stessa natura dell’uomo e sono comuni a tutta l’umanità. La Chiesa deve difenderli dal punto di vista della ragione e illuminarli attraverso la fede”. Il segretario generale della CEC ha poi sottolineato come, parlando di eutanasia, si verifichino molte ambiguità: “Dal punto di vista etimologico – ha spiegato – credo che tutti siamo concordi nel desiderare una morte serena, senza dolori, senza pene, in pace con noi stessi e, nel caso dei credenti, in pace con Dio”. Tuttavia, ha aggiunto mons. Marulanda López, “la Chiesa è sempre stata contraria a prospettare l’eutanasia come un mezzo per accelerare la morte”. Il presule ha quindi ricordato che la vita è un principio inviolabile considerato tale anche dalla Costituzione e che non si può avere il diritto di scegliere sulla vita propria o degli altri. “In una società – ha detto il segretario generale della CEC – devono convivere il pluralismo delle opinioni, ma non delle leggi. La dignità della persona umana deve essere tutelata sia nel momento in cui le persone godono di tutte le loro facoltà fisiche e mentali, sia nel momento in cui si comincia a perdere queste facoltà e ci si avvicina alla morte”. Quanto all’eventuale scomunica per un medico che pratichi l’eutanasia in Colombia, mons. Marulanda López ha spiegato: “La scomunica è molto diversa da quello che pensa la gente. Si tratta di una sanzione morale che concerne chi sta in comunione di fede con la Chiesa. È meglio chiedere alle persone di operare secondo coscienza, poiché ognuno ha le capacità sufficienti di sapere se ha agito bene o male”. Di qui, ha concluso il presule, deriva “la preoccupazione della Chiesa di informare i fedeli, di illuminare la coscienza delle persone affinché ciascuno possa prendere queste decisioni”. (A cura di Isabella Piro)

Fonte: http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=230...

venerdi`, 12 settembre 2008


ZTE implementa la prima rete WiMAX mobile della Colombia

L’azienda vince un contratto esclusivo per la fornitura a Emcali di soluzioni per ampliare la copertura WiMAX

ZTE Corporation (ZTE), leader nella fornitura di apparati di telecomunicazioni e soluzioni di rete, annuncia di essersi aggiudicata in esclusiva il contratto con il principale operatore colombiano Emcali per la realizzazione della prima rete WiMAX 16e del paese. Per il progetto 3,5G WiMAX 16e, ZTE fornirà a Emcali i dispositivi di rete, le apparecchiature di accesso wireless oltre a diversi terminali outdoor/indoor. Emcali, che ha ottenuto le licenze WiMAX dal governo colombiano due anni fa, intende rendere la rete disponibile commercialmente entro la fine dell’anno.

Dopo un faticoso processo di selezione, Emcali ha selezionato ZTE per la fornitura di dispositivi di rete necessari allo sviluppo di servizi commerciali e avanzate tecnologie WiMAX in Colombia. ZTE fornirà inoltre base station WiMAX per permettere a Emcali di offrire una copertura wireless mobile estesa nelle regioni di Cali e Popayan.

La società di ricerche internazionale Pyramid Research prevede che il numero totale di abbonati WiMAX passerà da 2,1 milioni nel 2007 a 41 milioni nel 2012, con un 57% dei quali proveniente da paesi emergenti. Emcali è uno degli operatori di telecomunicazioni che sta investendo nello sviluppo di una sofisticata tecnologia WiMAX per soddisfare le richieste di servizi di comunicazione mobile wireless avanzati. Una volta completato il progetto, Emcali potrà offrire servizi mobili WiMAX così come di telefonia fissa, trasmissioni di rete e IPTV.

“ZTE è impegnata per fornire ai clienti servizi personalizzati di elevata qualità per soddisfare le loro esigenze di business. Emcali non è semplicemente un noto operatore di telefonia fissa in Colombia, ma uno dei nostri migliori partner di lungo corso. Attraverso la partnership con Emcali possiamo sfruttare la nostra visione e tecnologie allo stato dell’arte per offrire vantaggi a entrambe le aziende. Questo accordo cementa ulteriormente i nostri punti di forza tecnologici volti a favorire la crescita e lo sviluppo del WiMAX in Colombia e nei mercati del Sud America”, commenta Mr. Su Jian, Chief representative di ZTE Columbia.

ZTE è uno dei ‘campioni’ nel mercato WiMAX e l’unica società cinese rappresentata nel Board of Director del WiMAX Forum. Nel 2006, ZTE ha ottenuto significativi progressi a Singapore con la rete WiMAX realizzata sull’isola, una delle prime trial network commerciali al mondo. Lo scorso anno, l’azienda si è aggiudicata un importante contratto di fornitura di terminali WiMAX con Sprint Nextel, il terzo più grande operatore mobile degli Stati Uniti.

Il successo di ZTE nell’essere riconosciuta a livello internazionale per la tecnologia WiMAX è attribuibile al notevole sforzo nella ricerca e sviluppo, associato a un team di esperti dedicato. Sono infatti 6 i centri R&D che impiegano oltre 1.000 persone specializzate nel WiMAX, di cui oltre il 20% interamente dedicato allo sviluppo di terminali.

ZTE è pioniere nella promozione del concetto ‘carrier-grade WiMAX MAN’, e ha realizzato con successo 21 trial commerciali e trial network per WiMAX 802.16e nel mondo. A oggi, ZTE ha creato centri di trial e laboratori in oltre 20 paesi e regioni, tra cui Stati Uniti, Africa, Asia ed Europa.

Fonte: http://www.datamanager.it/articoli.php?idricercato=26733

venerdi`, 12 settembre 2008


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