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JUAN PABLO MONTOYA

JUAN PABLO MONTOYA

L’esordio sui kart avvenne a sei anni, spinto dalla passione del padre architetto, vincendo il primo campionato a nove. Procedette poi nella Copa Formula Renault nel 1992, vincendo lo Swift GTI Championship nel 1993 e il titolo di Formula N in Messico nel 1994. Sempre nel 1994 sfiora il successo nella Barber Saab Pro Series americana, battuto per pochi punti dal connazionale Diego Guzman.

 

Iniziò agonisticamente in Europa nella Formula Vauxhall britannica con un terzo posto nel 1995, seguito dal titolo nella Formula 3 scolarship britannica nel 1996. L’anno successivo si piazzò secondo nel Campionato di Formula 3000, di cui diventò Campione Internazionale nel 1998; contemporaneamente si alternò come collaudatore per la squadra Williams di Formula 1 che lo mise sotto contratto per molti anni.


CART

In attesa di una chiamata da parte della Formula 1 corse nella CART americana vincendo 7 gare nel 1999. Le prime due gare della stagione non riservarono grandi risultati, ma a partire dal terzo appuntamento arrivarono tre vittorie e dopo una parte centrale di stagione incostante nel finale Montoya riuscì a vincere il campionato e diventò il più giovane campione della serie al suo primo tentativo a 24 anni.

L’anno successivo riuscì a piazzarsi solo nono, con tre vittorie conquistate e molti ritiri, causati dal passaggio del suo team ai motori Toyota.

 

Ugualmente al primo tentativo vinse nel 2000 la 500 Miglia di Indianapolis eguagliando il record di Graham Hill capace dell’impresa nel 1966.
Formula 1
Williams
2001

Montoya nel 2002

Al debutto in Formula 1 con la BMW-Williams nel 2001 si segnalò subito per velocità e una certa spavalderia in pista, elemento che venne cristallizzato in un elaborato sorpasso ai danni di Michael Schumacher durante il Gran Premio del Brasile, seguendo una ripartenza dietro la safety car; in quella gara un incidente durante il doppiaggio di Jos Verstappen mise poi fuori gioco Montoya mentre era in testa. Il resto della stagione vide prestazioni un po’ altalenanti con molte rotture in gare che stava dominando (come Hockhenheim e Indianapolis), anche se arrivò la prima vittoria al Gran Premio d’Italia, 3 pole position e il 6º posto finale in campionato.

2002

La stagione 2002 per il pilota colombiano cominciò con la conquista di due secondi posti nelle prime due gare, seguiti da un quarto e un quinto posto e da due podi che permisero al colombiano di essere secondo in classifica dietro al solo Schumacher. I tre ritiri successivi e il recupero di Barrichello relegarono Montoya al terzo posto in classifica, con cui concluse il campionato. In questa stagione raccolse molte pole position (ben 7) e posti sul podio ma nessuna vittoria.

2003

Montoya sulla Williams-BMW nel 2003

Il terzo posto venne bissato l’anno seguente, con un andamento del tutto diverso: due vittorie a Montecarlo e in Germania unite a una serie di piazzamenti lo tennero in corsa per il titolo sino alle ultime gare in una delle stagioni più combattute degli ultimi anni che alla fine vide prevalere Schumacher davanti a Kimi Räikkönen, mentre Montoya perse gran parte delle proprie possibilità a causa di un contatto con Rubens Barrichello durante il Gran Premio degli Stati Uniti per cui subì una penalizzazione, e di un ritiro per problemi tecnici nell’ultima gara in Giappone.

2004

Montoya con la Williams-BMW nel 2004

Nel 2004 il vantaggio competitivo della Williams e del motore BMW era molto ridotto e la stagione procedette sottotono dopo un paio di piazzamenti iniziali e l’annuncio molto anticipato del passaggio alla McLaren per il 2005. Arrivò comunque una vittoria dell’addio, all’ultimo Gran Premio dell’anno in Brasile.
McLaren

2005

Il 9 settembre del 2004, durante le prove libere del Gp D’Italia a Monza, Montoya realizza il giro più veloce della storia della F1, segnando un tempo di 1.19.525 alla mirabolante media di km/h 262,220. Con questo primato Montoya batte il record quasi ventennale che era di Rosberg, capace di girare a Silverstone nel lontano 1985 a 259,005 kmh con la sua Williams Fw 07. (Fonte: Autosprint). Giunto nella squadra McLaren a motore Mercedes ad affiancare Räikkönen, Montoya faticò inizialmente a prendere le misure della vettura e del nuovo team, inanellando successivamente una serie di contrattempi: perse infatti due gare a causa di un infortunio alla spalla avvenuto ufficialmente durante una partita di tennis (ma alcune voci collegarono il danno a un incidente motociclistico o ad altro), poi a Montecarlo venne penalizzato per avere causato un incidente durante le prove libere. In Canada la vittoria sembrava saldamente nelle sue mani quando l’uscita della safety car colse la squadra impreparata e così Montoya rientrò ai box un giro dopo gli altri piloti: cercando di riguadagnare il tempo perduto, uscì dai box a semaforo rosso acceso e venne quindi squalificato.
Montoya su McLaren-Mercedes nel 2005

La prima vittoria arrivò al Gran Premio di Gran Bretagna ma nel frattempo era stato il compagno di squadra Räikkönen a cogliere i frutti di una McLaren velocissima anche se fragile e a proporsi come candidato per il titolo mondiale. Una ulteriore vittoria arrivò al Gran Premio d’Italia dove conquistò anche la pole position dopo la penalizzazione di Räikkönen per cambio motore e al Gran Premio del Brasile dove Fernando Alonso si laureò campione del mondo. Anche in Belgio Montoya era stato in testa per gran parte della corsa prima di cedere il passo al compagno Räikkönen, probabilmente per aiutarlo nella rincorsa al titolo, per poi essere infine urtato da Antonio Pizzonia in un’ operazione di sdoppiaggio. Terminò la stagione 4º.

 

 

 

2006

Montoya nel 2006

Anche nella stagione 2006 le difficoltà di adattamento si sommarono alla scarsa competitività della McLaren, e per Montoya il miglior risultato fu un secondo posto al Gran Premio di Monaco. Con l’arrivo annunciato con largo anticipo di Fernando Alonso alla McLaren e l’emergere di una nuova generazione di piloti cresciuti nella GP2, lo spazio per continuare a correre in F1 sembrò essere sempre più limitato, e il 10 luglio era giunto l’annuncio del suo trasferimento a partire dal 2007 nella serie americana NASCAR con il nuovo team di Chip Ganassi già suo manager ai tempi della CART. Vista la situazione, la McLaren e Montoya hanno concordato l’uscita anticipata a metà stagione del pilota colombiano, sostituito dal collaudatore Pedro de la Rosa.
NASCAR