MUSICA

La musica ha origini antichissime. Già nel periodo precolombiano le popolazioni indigene utilizzarono solo strumenti a fiato o a percussione, poiché gli strumenti a corda vennero introdotti solo successivamente la venuta degli spagnoli. Strumenti impiegati durante le cerimonie religiose, le festività e le battaglie. Pochi di questi antichissimi strumenti sono arrivati a noi. Solo dopo la venuta degli spagnoli e dei neri vennero importati nuovi ritmi musicali che si fusero con quelli indigeni, dando vita a forme e a ritmi del tutto originali.. I ritmi africani si diffusero soprattutto nel bacino caraibico, come la cumbia, il mapalè ed il porro, mentre la musica andina nelle zone montuose venne fortemente influenzata dagli spagnoli con le sue forme del pasillo, il bambuco ed il torbellino, che prevedono un uso maggiore di strumenti a corda. Nel Pacifico abbiamo il currulao con influenze maggiormente africane rispetto a quelle spagnole, questo é dato dal notevole impiego dei tamburi. La musica dei Llanos, o musica llanera, è cantata e di solito viene accompagnata da un cuatro (chitarra quattro corde) e dalle maracas. Ci sono poi due stili più roventi che sono la salsa e il vallenato, suonato con la fisarmonica europea. Le tendenze musicali straniere vengono ben assimilate, un esempio in Antioquia dove il tango é molto diffuso, forse anche più della stessa Argentina.

CUMBIA

Cumbias de oro de Colombia

La Cumbia è l'aria musicale più rappresentativa della Colombia. Sulla sua origine la maggior parte dei folcloristi riconoscono il suo carattere trietnico, vale a dire prodotto del contributo di tre culture quali nera africana, indigena e bianca.

  • La nera africana apportò la struttura ritmica e le percussioni (tamburi).
  • L'indigena apportò i flauti (canna di millo e le cornamuse) e, di conseguenza, parte della linea melodica.
  • La bianca apportò le variazioni melodiche, le coreografie e l'abbigliamento dei ballerini.

Bisogna da subito chiarire che il rapporto dei contributi è qualcosa di arbitrario, questo perché non si può assicurare che la melodia e l’interpretazione degli strumenti siano esclusive di una cultura ( ad eccezione della ritmica nera ), poiché sebbene i flauti siano d'origine aborigena, l'esecuzione degli stessi fu di dominio prima dei neri e successivamente dei meticci, davvero molto poco dei propri indigeni. La ragione si spiega in virtù del carattere asincrono della cumbia, tanto nel suo ritmo quanto nella sua melodia. La stessa cosa si potrebbe dire sulla coreografia della cumbia, perché la forma di ballo degli uomini è, senza dubbio, di impronta nera; mentre la forma di ballo delle donne potrebbe essere indistintamente indigena, nera e, perché no, bianca; benché alcuni folcloristi fanno notare il movimento delle anche delle ballerine come una caratteristica nera e non indigena. Non si sa per certo quale fu il ceppo primogenito che diede vita alla cumbia, ma sicuramente ci fu una forte influenza di fusione nero-aborigena nelle sue origini nella cornice dello schiavismo, arricchita successivamente dal contributo degli europei. Oggi la cumbia esprime chiaramente il meticciato della cultura colombiana. Luogo d'origine: L'altra questione che interessa gli studiosi di folclore è il luogo o i luoghi di nascita della cumbia. Secondo il maestro José Barros (compositore della Piragua, Navidad Negra, etc.) la cumbia nacque nel paese della cultura indigena Pocabuy (che abitava la regione del Banco, Magdalena). Altri folcloristi e musicisti presumono che la cumbia nacque a Ciènaga, Magdalena (vicino a Santa Marta), Soledad, Atlantico (vicino a Barranquilla) o a Cartagena, questo per la vicinanza ai porti da dove entrarono inizialmente i conquistatori ed i colonizzatori spagnoli, Santa Marta e Cartagena. Supponendo che la cumbia sia di natura negroide ed indigena, la logica dice che la cumbia nacque vicino agli insediamenti schiavisti, dove i neri poterono esteriorizzare ed esprimersi liberamente e dove poterono relazionarsi con gli indigeni. Questi posti dovevano essere localizzati vicino ai porti, da qui entrarono i neri in ragione del traffico degli schiavi. E’ molto difficile stabilire il luogo di nascita della cumbia e la miglior cosa è stabilire il luogo di origine in qualche posto sulla costa caraibica colombiana, vicino a Santa Martora o Cartagena, difronte al mare e con il peso delle catene schiaviste. Le altre tesi sono solo delle proposte ipotetiche. Strumentazione Il gruppo tipico o autoctono della cumbia è formato da una tambora (tamburo grande), un tamburo allegro, un campanello, una guache (o maracas) ed un flauto di millo (o cornamuse). L'uso delle maracas e delle cornamuse si limita a determinate regioni geografiche. Nel dipartimento dell'Atlantico lo strumento melodico è la canna di millo o cornamusa corta, mentre nella regione di San Giacinto e Ovejas (Sucre) predominano la cornamusa femmina, che porta la melodia, e la cornamusa maschio che segna il basso continuo. Nel dipartimento Atlantico si usa anche la cornamusa corta: un flauto spuntato con 6 orifizi. * Tambora: tamburo grande di doppia toppa, marca il basso. * Tamburo allegro: tamburo di volume medio che porta la linea ritmica basica. * Campanello: tamburo piccolo che segna in contrattempo il ritmo. * Maraca: totumo ripieno di semi di capacho o di piccole pietre di fiume. * Guache: cilindro di metallo ripieno di semi di capacho o di piccole pietre di fiume. * Cornamusa: flauto verticale lungo, la cui testa é composta da cera di vespa, carbone vegetale e piuma di tacchino o papero. La «cornamusa femmina» ha 5 orifizi e porta la melodia; la «cornamusa maschio» tiene un solo orifizio e fa le volte di basso. La «cornamusa breve» ha 6 orifizi. * Flauto da millo: flauto piccolo fabbricato con canna di millo o saggina, con linguetta, si esegue in maniera trasversale.

 

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