Folclore e festività in Colombia

Le attuali feste popolari collettive in Colombia hanno una caratteristica comune, il loro carattere sincretico, con rappresentazioni di forme preispaniche e post-ispaniche, con espressioni moderne in continuo processo di cambio; queste sono state fondamentali per la conservazione della cultura popolare.

Potremmo affermare che in ogni singolo giorno dell’anno si realizza una festa in qualche parte del territorio, dal momento che tutti i paesi ed i villaggi hanno un santo patrono. D’altro canto però ci sono anche delle feste che non hanno niente a che vedere con la costante religiosa.

Prendiamo come esempio alcune festività celebrate nel dipartimento di Antioquia: quella del carbone ad Amagà, della banana ad Apartadò, del mulattiere nella Ciudad Bolivar, dello spago a Guarne, della tenda e dei fiori a La Ceja, della patata a La Union, delle rose a Jardin, del legno a San Luis, del cacao a Taimesis, del bue a Valparaiso, della yuca a Concordia, del caffè a Fredonia.

Potremmo in questo modo prendere in considerazione dipartimento per dipartimento e scoprire che quasi tutte queste feste si riferiscono al lavoro ed in altri casi sono concomitanti a temi o ad argomenti che riflettono la idiosincrasia delle distinte regioni.

Folclore e festività in Colombia

Folclore e festivita in Colombia

Tutte queste feste hanno inoltre un carattere molto istituzionalizzato. La comunità organizza, finanzia e programma; la maggioranza degli integranti disimpegnano in un ruolo vitale e le attività che si svolgono formano parte delle credenze e delle tradizioni popolari.

La festa sintetizza l’intera vita della comunità, la sua organizzazione sociale ed economica, le sue attività culturali, le sue relazioni politiche o la protesta sociale.

Dal momento in cui è impossibile riassumere tutte le manifestazioni che si svolgono in Colombia, le classificheremo in tre categorie: carnevali, feste religiose e feste folcloristiche.

Festività:

Año Nuevo – Capodanno – 1 gennaio
Los Reyes Magos – Epifania – 6 gennaio
San José – San Giuseppe – 19 marzo
Jueves Santo e Viernes Santo – Giovedì Venerdì Santo – Marzo Aprile / Pasqua
Dìa del Trabajo – Festa del Lavoro – 1 maggio
La Ascensiòn del Señor – Ascensione – maggio
Corpus Cristi – Corpus Domini – maggio/giugno
Sagrado Corazòn de Jesùs – Sacro Cuore – giugno
San Pedro y San Pablo – San Pietro e Paolo – 29 giugno
Dìa de la Independencia – Festa dell’Indipendencia – 20 luglio
Batalla de Boyacà – Battaglia di Boyacà – 7 agosto
La Asunciòn de Nuestra Señora – Assunzione – 15 agosto
Dìa de la Raza – Scoperta dell’America – 12 ottobre
Todos los Santos – Ognissanti – 1 novembre
Independencia de Cartagena – Indipendenza di Cartagena – 11 novembre
Inmaculada Concepciòn – Immacolata Concezione – 8 dicembre
Navidad – Natale – 25 dicembre.

Feste flocloristiche

Contemporaneamente alla Festa della Vergine del Rosario, ebbe inizio a Valledupar 30 anni fa il Festival del Vallenato (da 27 al 30 aprile), la terza e più recente categoria delle feste popolari.

Mentre le feste già descritte hanno una lunga tradizione, i festivals di folclore (del porro a San Pelayo durante il mese di giugno, quello della cumbia nel Banco, Madgdalena durante il mese di giugno, della “guabina” ed il “tiple” a Velez, Santander durante il mese di agosto, ecc.) hanno tutti, ad eccezione di quello del vallenato, meno di trent’anni di vita.

Durante i festivals, il carattere delle feste cambia completamente. Appare un elemento competitivo che non esisteva nelle feste precedentemente descritte. Vengono indetti concorsi a premi patrocinati generalmente da una ditta privata, concorsi nei quali la gente passa dall’essere partecipante attivo a spettatore in spazi aperti.

Scopri i carnevali più spettacolari della Colombia

Nella prima categoria parleremo del Carnevale di Barranquilla, il Carnevale dei Bianchi e dei Neri a Pasto ed il Carnevale del Diavolo a Riosucio. A Barranquilla, da più di un secolo, si è conformata tutta una serie di tradizioni espresse attraverso la musica, balli ed interpretazioni drammatiche, la cui origine risale alla giunta dei negri schiavi nella Cartagena coloniale e ai villaggi che popolavano le sponde dei fiumi.

Sono quattro i giorni di festa, che concludono alla vigilia del mercoledì delle Ceneri. Uno degli avvenimenti più importanti è la “battaglia dei fiori”. Il sabato ci sono sfilate, precedute dalla carrozza della Regina del Carnevale (il personaggio più importante della città durante questi giorni); tutte le carrozze delle Regine dei quartieri popolari vengono accompagnate dalle loro maschere, comparse e balli.

La domenica viene organizzata la “grande sfilata” verso mezzogiorno e finisce a mezzanotte. Le sfilate hanno un percorso prestabilito. Ad ogni lato delle strade la gente osserva i gruppi che passano e che si presentano ad un giurato, la cui funzione é di consegnare premi alle diverse categorie di espressione: balli tradizionali, “cumbiambas”, comparse, commedie, cantici e maschere.

I balli tradizionali più importanti sono quelli dei “congos” e delle “cumbiambas”. I primi hanno origine nelle antiche danze dei guerrieri delle culture africane e vengono indossati vestiti fastosi, mentre i gruppi di ballerini usano delle maschere che gli studiosi fanno risalire ai simboli totemici ancestrali. Le cumbiambas invece derivano dalla cumbia, un ballo che si è convertito in un simbolo della nazionalità, dal momento che riassume elementi dell’eredità indigena, africana e spagnola.

Nella città di Pasto, dipartimento del Nariño, si celebra fin dall’inizio del secolo, il 5 e il 6 gennaio, il Carnevale dei Bianchi e dei Neri: è una festa che riflette le diverse categorie sociali che entrarono a conformarsi dal XVI secolo.

D’allora si formò una rigida stratificazione sociale che era composta da vari elementi: il bianco spagnolo della penisola e i suoi figli nativi senza mescolanza, meticci e mulatti, l’indigena del villaggio e della riserva e, nel gradino più basso, il nero nella sua qualità di schiavo.

La tradizione racconta che gli schiavi sollecitarono le autorità coloniali affinché gli venisse concesso un giorno libero, nel quale potessero esprimersi senza inibizioni e rivivere le loro tradizioni. Quando venne approvata la loro richiesta, la festa incominciò ad essere celebrata il giorno dei Re Magi in onore a Melchiorre, il re magio nero. In un secondo tempo si stabilì che il giorno prima della Festa dei Re Magi tutta la gente si dipingesse di bianco.

Così come a Barranquilla la musica ed il ballo sono l’asse centrale del Carnevale, a Pasto il ruolo principale spetta al lavoro artistico degli artigiani che esprimono attraverso le carrozze le loro legende, tradizioni e sogni. Il lavoro di elaborazione delle gigantesche ed ingegnose carrozze, la maggior parte della quali è dotata di movimento, vengono realizzate in vari mesi ed in forma collettiva.

A Riosucio (Caldas) ogni due anni, a volte alla fine dell’anno ed altre nei primi giorni di gennaio, si celebra una festa che ha degli elementi essenziali che la distinguono dalle altre del paese: un culto che ha come rito un diavolo buono, espressione letteraria che è presente negli atti più importanti del Carnevale.

Protagonisti delle sfilate del Carnevale di Riosucio sono delle comparse che ricorrono al canto, alla mimica, occasionalmente al ballo ed anche alla declamazione, il fine é portare al popolo un determinato messaggio, quasi sempre relativo agli avvenimenti locali nazionali che abbiano avuto qualche trascendenza durante quel periodo.

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